"Le radici profonde non gelano"


venerdì, 30 aprile 2004
 

Quasi quasi divento labourista...

Dal "Times".

"Egregi ambasciatori, Vi ringrazio per la Vostra lettera aperta che mi è stata recapita a Downing Street con discrezione, in perfetto stile diplomatico. È stato gentile, da parte Vostra, velocizzare il pranzo da Pratts per stenderla e posticipare il Vostro dibattito, già programmato, sul futuro di Nauru. Vorrei cominciare elogiando lo straordinario servizio che avete prestato al nostro Paese, per la maggior parte in Medioriente. Sono perfettamente consapevole dell'enorme sacrificio personale che ciò ha implicato, senza che ne abbiate tratto alcun beneficio, eccezion fatta per la direzione generale dell'industria bellica, un paio di consulenze per un'azienda petrolifera e una quantità industriale di datteri e olive a Voi consegnata ogni Natale. Dev'essere stata una lotta preservare la fermezza in quel caldo torrido, una sfida che qualcuno di Voi ha perso. Avevate specifici punti da sviluppare relativi alla mia politica in quella regione, con i quali molti di Voi sono intimamente familiari, non ultima la mia gestione della questione araboisraeliana. Il mio auspicio è di poter emulare il fantastico successo dei miei predecessori nel terzo quarto del ventesimo secolo, un trionfo modestamente guastato dalle tiepide aspettative delle guerre del 1948 (che la Gran Bretagna, in effetti, ha innescato), del 1956 (alla quale abbiamo partecipato) del 1967 (terminata prima che ce ne rendessimo conto) e del 1973 (quando siamo stati neutrali ma che l'esercito israeliano si è, tuttavia, aggiudicato). Ho notato che nella Vostra lettera non compare alcun cenno al particolare che Israele, esclusivamente entro i suoi confini, è una democrazia funzionante. Un' omissione ragionevole. Mi sono spesso chiesto se, nello stile di molte nazioni del Golfo, sarebbe prudente, da parte mia, abolire la Camera dei Comuni e far emanare decreti da una tinozza della dimensione di un campo da squash, accompagnato da rubinetti d'oro e asciugamani per tenere caldo un harem in adorazione. Infine l'Iraq e la Casa Bianca. Voi asserite che non c'era un "piano effettivo" per il "regime post-Saddam". Che siano stati commessi errori è indubbio, e mi scuso per la mia negligenza, il non aver controllato il sito www.effectivepalnsforIraq.com. Non sembra che siate rimasti colpiti da George W. Bush. Se solo aveste modo di andare a trovarlo a Crawford, nel Texas, credo riconsiderereste quell'uomo sotto una nuova luce. Il luogo, dopo tutto, ricorda alcuni Paesi nei quali voi avete prestato il Vostro pregevole servizio: è inondato di petrolio ed è un'impresa trovare alcolici. Confido nel fatto che questa mia missiva venga da Voi maneggiata con maggiore delicatezza rispetto alla Vostra informazione strategica e che, in nessun caso, finisca nelle grinfie di qualche testata. Distinti saluti Tony Blair"

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venerdì, 23 aprile 2004
 

The braves and the cowards...

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venerdì, 16 aprile 2004
 

Il rogo di Primavalle

16 Aprile 1973: le fiamme dell'odio comunista uccidono Virgilio (22 anni) e Stefano (8 anni), figli di Mario Mattei, segretario della sezione di Primavalle (Roma) del Movimento Sociale Italiano. Una tanica di benzina riversata sotto l'uscio dell'abitazione, un cerino, e la vita dei due ragazzi e della loro famiglia è stata distrutta. Per sempre. E Giustizia non è mai stata fatta.....

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