| "Le radici profonde non gelano" |
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venerdì, 29 aprile 2005 La Caduta.
In queste ore, sessant'anni fa, all'interno del bunker della Cancelleria di Berlino si consumava in uno scenario wageriano l'ultimo atto della Terzo Reich e del suo Furher, Adolf Hitler. Mentre in superficie le ultime eroiche difese tedesche (ed europee) venivano travolte dalle armate sovietiche, Hitler decise di togliersi la vita imprimendo anche alla propria morte un'aura di leggenda. Si concluse così l'ultimo tentativo di ricostruire l'Impero. E, come un imperatore del passato, con questo tragico atto scomparve l'ultimo uomo che il destino chiamò al compito di ricreare una sola, grande e forte Europa, dall'Atlantico agli Urali. posted by Masterofpuppets |
17:18 | commenti (6)
giovedì, 28 aprile 2005 A sessant'anni dal Tuo sacrificio. Sessant'anni fa veniva barbaramente assassinato Benito Mussolini, DUCE d'Italia. Per ricordarne il sacrificio ho deciso di riportare una poesia scritta nell'immediato dopoguerra.
Sulla tomba del DUCE
La Madre di un Eroe con le mani stanche
m’ha consegnato, dopo il suo lavoro, tre rose rosse e tre bianche circondate dal verde dell’alloro.
“Queste sei rose, o figlio, a tarda sera sulla tomba del DUCE deporrai, sono i colori della Sua Bandiera che sventolò radiosa come mai”.
Ed io a Milano, o DUCE, son venuto e t’ho portato insieme al tricolore di tutta la Tua gente il suo saluto ed una stilla di sangue del mio cuore.
Ora, in ginocchio, bacio questa terra che ricopre il tuo corpo seviziato. Io come Te, son figlio della guerra, amo la PATRIA come nulla ho amato!
BENITO MUSSOLINI, sei con noi anche se giaci in fondo ad una fossa! L’ITALIA Tua, l’ITALIA degli Eroi, già si ridesta e aleggia la riscossa.
E prepariamo i nostri gagliardetti per innalzarli al sole dell’aurora, pronti ad offrire i nostri petti, purchè l’ITALIA viva, viva ancora!
Oh MADRE PATRIA tinta di vermiglio, nel vivo delle carni lacerata, piangi in silenzio il tuo più grande Figlio e veglia sulla Sua tomba desolata.
Ricordi Tu le mille e più legioni marcianti verso il sole in fitte schiere? Si cantavano tutte le canzoni, sventolavan di gloria le Bandiere!
Di gloria eri ammantata, PATRIA mia stimata, rispettata, fiera e forte. Oggi c’è disonore, c’è follia e il DUCE dorme il sonno della morte.
BENITO MUSSOLINI, i figli Tuoi vogliono darti la vendetta in dono. Patria! Comanda! Dicci quello che vuoi! Chiedici tutto, fuori che il perdono!
Il braccio è forte e triste è l’amarezza di questa gente Tua che non si doma e al canto della nostra GIOVINEZZA Tu marcerai di nuovo verso Roma!
Avvolto nella pura Tua Bandiera in Campidoglio, o DUCE, giungerai, fiero e solenne in Camicia Nera, e là eternamente rimarrai! Augusto Rossi posted by Masterofpuppets |
10:44 | commenti (13)
mercoledì, 27 aprile 2005 Quelli che... la resistenza... "è cosa nostra"!!!
In Italia i comunisti crescono a pane e resistenza (fonte: Indymedia) Nel solito delirio retorico che accompagna puntualmente ogni 25 aprile, una notizia in particolare suscita un certo interesse. In quel di Udine - città che 60 anni fa ha conosciuto non solo le asprezze della guerra "regolare" e di quella civile, ma anche di quella intestina fra partigiani bianchi e comunisti (vedi Porzus, fra i tanti esempi) - nel corso della consueta manifestazione ufficiale, è intervenuta la medaglia d'oro Paola Del Din ex partigiana. E fin qua tutto secondo copione. Ma... (ANSAweb) - UDINE, 25 APR - Manifestazioni di ostilita', con fischi e grida, sono state indirizzate oggi a Udine, nel corso della cerimonia per il 60/o della Liberazione, durante l'intervento della partigiana cattolica Paola Del Din, medaglia d' oro. La contestazione e' stata accompagnata dall'esposizione di uno striscione, a firma dei Giovani comunisti, con la scritta 'Partigiane sempre, gladiatrici mai'. Incredibile, vero? I partigiani che si fanno guerra fra di loro! Con grande imbarazzo per il Vicepresidente del Gruppo Parlamentare di Alleanza Nazionale alla Camera dei deputati on. Daniele Franz, che guidava una delegazione ufficiale in rappresentanza del proprio partito, e si preparava ad essere la "pecora nera" della cerimonia. Resistenza Tutto appare più chiaro, invece, se si guarda dietro le quinte. E si scopre che, oltre alla solita volontà di egemonia dell'episodio della resistenza da parte dei comunisti ("è cosa nostra!") a discapito delle formazioni partigiane democratiche, sul confine orientale vi fu una divisione netta e un vero e proprio antagonismo che spinse spesso i partigiani della Osoppo (bianchi) a cercare accordi con i militi della RSI per tenere a freno i partigiani comunisti della Garibaldi, asserviti agli ordini di Tito. E così ci furono anche l'orrenda strage di Porzus e altri atti scellerati... E poi la colpa più grave: la medaglia d'oro Paola Del Din pare abbia fatto parte di Gladio! Sì, propio la "bieca organizzazione segreta che tramava contro la Democrazia". Che poi organizzazione segreta era, ma aveva compiti di difesa della Patria contro un'eventuale invasione comunista nel corso della guerra fredda. Insomma, gli aderenti si impegnavano a diventare partigiani e a fare la resistenza contro un ipotetico regime comunista... Come vent'anni prima, quando veniva considerato invasore l'esercito tedesco. Strano - ma non troppo - che i comunisti non siano riusciti a cogliere questa chiara analogia... Comunque, alla fin fine, aveva ragione il mio caro nonno, fiero e puro reduce dell'esercito della Repubblica Sociale Italiana: non ci potrà mai essere una pacificazione con i comunisti, perchè per loro la guerra e l'odio non sono mai finiti! posted by Masterofpuppets |
13:02 | commenti (3)
martedì, 26 aprile 2005 Quanto mi piace questo Papa...
I gulag dimenticati Protesta giovanile e comunismo, due forme di un'unica idea: l'appartenenza a questo mondo A ben guardare, due anni sembrano aver segnato gli ultimi decenni del secolo appena trascorso: il 1968 e il 1989. Il 1968 è legato all'emergere di una nuova generazione, che non solo giudicò inadeguata, piena di ingiustizia, piena di egoismo e di brama di possesso, l'opera di ricostruzione del dopoguerra, ma che guardò all'intero svolgimento della storia, a partire dall'epoca del trionfo del cristianesimo, come a un errore e a un insuccesso. Desiderosi di migliorare la storia, di creare un mondo di libertà, di uguaglianza e di giustizia, questi giovani si convinsero di aver trovato la strada migliore nella grande corrente del pensiero marxista. © Avvenire, 04 febbraio 2004 posted by Masterofpuppets |
11:24 | commenti (2)
GRAZIE
Grazie per l'aiuto che mi hai dato. Tu dici che non è nulla ma per me è tanto. E grazie per quello che sei ma anche per quello che NON sei perche' ti adoro esattamente per l'uomo che conosco. Grazie amore, proprio per l'amore che sai esprimere in ogni gesto che fai. Grazie per lo sguardo che mi rivolgi ogni mattina al risveglio: non ne esiste uno uguale...e così per il tuo sorriso....dolcissimo. E la finisco qua, altrimenti i tuoi lettori finiranno per odiarmi a furia di GRAZIE. Ti bacio. V. posted by V. |
09:04 | commenti (1)
mercoledì, 20 aprile 2005 Chi non risica non rosica. L'hanno battuto, sbeffeggiato, insultato. Ora ha deciso di accettare la sfida, dimettersi, e fare un nuovo Governo. Avrà giocato bene le sue carte?
. . . . . . STRALCIO DEL RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA SEDUTA ODIERNA DEL SENATO DELLA REPUBBLICA Presidenza del presidente PERA PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 15,34). Sull’elezione del Sommo Pontefice Benedetto XVI
PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea). Colleghi, prima di iniziare i nostri lavori, permettetemi, a nome dell'intero Senato e mio personale, di inviare i nostri saluti e un pensiero augurale al nuovo Pontefice Benedetto XVI, Joseph Ratzinger. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC, LP, Mar-DL-U, DS-U, Verdi-Un, Misto-SDI-US, Misto-Pop-Udeur e dai banchi del Governo). Inviamo a Papa Benedetto XVI gli auspici più cordiali. Sappiamo che egli è una guida spirituale importante per la Chiesa cattolica, per il risveglio religioso cui assistiamo nel mondo, per l'intero Occidente e per l'Europa alla quale, nell'insegnamento e nella tradizione di Papa Giovanni Paolo II, il Pontefice Benedetto XVI ha dedicato molti pensieri. Il suo pontificato sarà importante per tutti noi, che abbiamo bisogno di una guida morale, spirituale e di una nostra identità. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC, LP e Mar-DL-U). Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri (ore 15,40) PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Do la parola al presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi. BERLUSCONI, presidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, consenta anche a me di associarmi alle sue parole e di salutare, come capo del Governo, l'elezione di Benedetto XVI, Pontefice della Chiesa cattolica e Vescovo della città in cui questo Parlamento vive ed opera. Egli ha fatto della verità e della libertà il punto inscindibile del suo pensiero e della sua azione. Lo avete sentito voi stessi quando, su invito del presidente Pera, ha pronunciato, proprio nella Biblioteca del Senato, un illuminante discorso sul futuro dell'Europa. Lo Stato italiano e il Governo nazionale non trascureranno alcuno sforzo per rendere sempre più feconda, più solidale la convivenza, ciascuno nel proprio ambito, tra le istituzioni repubblicane e le istituzioni ecclesiali. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP). Signor Presidente, onorevoli senatori, il Governo si presenta alle Camere per un atto di chiarimento politico. La coalizione che ha vinto le elezioni nel 2001, ricevendo il mandato diretto ed esplicito dagli elettori per governare, attraversa ora una fase di difficoltà. Poco più di due settimane fa, nelle elezioni regionali, il Paese ha mandato un segnale di disagio che, per la sua dimensione, ha un chiaro significato. Ho compreso questo segnale ed intendo dare un’adeguata risposta politica. La democrazia è fatta anche di queste cose: chi governa deve attendersi consenso e dissenso, stabilità e crisi. Solo i sistemi autoritari non conoscono la dialettica e, tanto meno, un franco conflitto sia fra la maggioranza e l’opposizione, sia all’interno stesso dell’opposizione e della maggioranza. Considerare fisiologico quel che accade può servire allo scopo di non drammatizzare artificialmente situazioni complicate, che vanno comunque risolte alla radice e naturalmente nell’interesse generale del Paese. Credo di poter dire con soddisfazione che almeno su un punto, ma decisivo, in questo Parlamento e nella cultura civile dell’Italia non agiscono più le divisioni del passato. Non c’è settore o cultura politica che non riconosca come valida, dopo le tristi esperienze degli anni scorsi, la regola secondo cui la maggioranza, che ha il mandato di governare, governa e se l’Esecutivo scelto dagli elettori entra in crisi, sono gli stessi elettori a dover decidere del destino politico del Paese, a norma di buon senso e secondo la nostra Costituzione, che recita, nel suo primo articolo, che la sovranità appartiene al popolo. Nessuno ha prospettato un cambio di maggioranza parlamentare alle spalle del corpo elettorale. Anzi, tutte le forze politiche che compongono l’attuale maggioranza hanno formalmente rinnovato la loro fiducia al Presidente del Consiglio e gli hanno chiesto di dare vita ad un nuovo Esecutivo. Questa sfida io intendo accettarla, formando un nuovo Governo che sia in grado di dare le risposte che il Paese in questo momento richiede. I valori fondanti di questa coalizione ed il suo programma hanno una forza, direi un nitore, che ci consentiranno di superare ogni difficoltà e di adempiere al mandato conferitoci dagli elettori. Io credo fermamente nella virtù della stabilità e della continuità di Governo. Penso che abbiamo realizzato alcune cose di grande spessore in questi anni di riforme economiche, di riforme istituzionali e di conduzione della politica estera e di sicurezza del Paese nella burrasca seguita all’11 di settembre. Siamo ora di fronte ad una discussione aperta, libera, trasparente, che ha una premessa comune ed indefettibile: questa è la maggioranza che è stata scelta dagli elettori per governare il Paese, questa è la maggioranza che lo farà sino alla fine della legislatura. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP). Questo è l’obiettivo che tutti noi della maggioranza condividiamo e che ci unisce più di ogni possibile differenziazione. Voglio ricordare qui che più di dieci anni fa abbiamo iniziato un cammino comune per costruire qualcosa che in Italia non c’era: una coalizione politica che fosse in grado di dare coesione ed identità alla maggioranza moderata e liberale del Paese, a quei milioni di italiani che, stanchi delle consuetudini di una vecchia politica che pensava di risolvere i problemi creando debiti che pesano sulle spalle delle generazioni successive, chiedevano e chiedono un cambiamento, riforme, modernizzazione, speranza in un futuro in cui lo Stato fosse al servizio dei cittadini e non i cittadini al servizio dello Stato. Oggi possiamo rivendicare, con orgoglio, quanto sia stata difficile e insieme straordinaria l’impresa che abbiamo realizzato fino ad ora e che sentiamo assolutamente di non dover lasciare incompiuta. Tradiremmo non solo noi stessi, ma prima di tutto chi ha creduto e chi crede in noi. Noi della Casa delle Libertà, tutti insieme abbiamo dato voce e rappresentanza politica, identità e coesione ad una parte maggioritaria del Paese. Tutti insieme abbiamo dato vita ad un nuovo modo di affrontare la politica e le sue sfide. Io vorrei che avessimo l’orgoglio di quanto abbiamo fatto insieme in questi anni di Governo, i quattro anni più difficili della storia recente del mondo, gli anni del terrorismo internazionale, della più lunga crisi economica europea, del cambio della moneta, con tutte le conseguenze positive e negative che ha portato. Anni nei quali noi abbiamo garantito al Paese una guida sicura. Abbiamo messo fine all'instabilità permanente del nostro sistema. Abbiamo accresciuto il ruolo ed il prestigio internazionale dell'Italia. Abbiamo realizzato riforme rinviate per decenni. Abbiamo dato avvio ad un lavoro imponente, con l'ambizione di cambiare profondamente il nostro Paese portandoci sulle spalle i pesi del passato. Io sono orgoglioso di questa nostra storia comune, questa nostra storia di più di un decennio e sono assolutamente fiducioso che questo momento di difficoltà possa essere superato, perché la nostra forza deriva dalla coscienza di questa nostra storia comune, vissuta con passione e con determinazione. Una passione e una determinazione che ci hanno consentito di superare insieme ostacoli che apparivano difficili, se non addirittura insormontabili. Ora, per rilanciare la nostra azione, è mia intenzione aggiornare il nostro programma, accrescendo i nostri sforzi per difendere il potere d'acquisto delle famiglie, per sostenere le nostre imprese, per imprimere un rinnovato e deciso sviluppo al nostro Sud. (Applausi dai Gruppi FI, AN e UDC). Per questo intendo rafforzare la compagine del Governo, ma è anche, direi soprattutto, necessario dare un nuovo slancio e una nuova coesione ai nostri partiti, anche trasformando la nostra alleanza di oggi per dare un futuro stabile e sicuro a questa nostra decennale storia comune. A voi, amici della maggioranza, che in tutti questi anni mi avete sostenuto, chiedo innanzitutto di avere fiducia. Fiducia in noi stessi, fiducia nei nostri valori, fiducia nella nostra storia. Con la vostra fiducia e il vostro sostegno abbiamo scritto pagine importanti per il nostro Paese. Con la vostra fiducia e con il vostro sostegno sono sicuro che ne scriveremo molte altre ancora. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP). Nei Paesi europei dove il sistema istituzionale già lo consente, il Premier eletto direttamente dal popolo adegua la squadra di Governo ogni volta che si presenta la necessità sotto la sua diretta responsabilità, senza lunghe ed estenuanti crisi politiche e verifiche parlamentari. Così si fa nelle più avanzate democrazie occidentali. Per conseguire questo risultato, il sistema costituzionale del nostro Paese richiede invece una serie di passaggi formali, a partire naturalmente dalle formali dimissioni del Governo. La riforma costituzionale di questa maggioranza adeguerà il nostro sistema di governo alle moderne democrazie. Ma ora, dovendo dar vita ad un nuovo Governo, non mi posso sottrarre al passaggio attraverso una formale crisi di Governo. È con questo spirito che ho convocato in questo stesso Palazzo il Consiglio dei ministri per recarmi subito dopo dal Capo dello Stato. Vi ringrazio dal profondo del cuore. (Vivissimi, prolungati applausi dai Gruppi FI, AN, UDC, LP, i cui senatori si levano in piedi, e dai banchi del Governo, ).
PRESIDENTE. Colleghi, avete sentito dalle parole del Presidente del Consiglio che egli si recherà dal Capo dello Stato. Pertanto, in attesa delle determinazioni del Presidente della Repubblica, sospendo la seduta. Nel prosieguo della giornata, mi riservo di convocare la Conferenza dei Capigruppo immediatamente prima della ripresa dei nostri lavori in relazione all'andamento della crisi. Sospendo pertanto la seduta. posted by Masterofpuppets |
18:23 | commenti (3)
Benedetto XVI e i bastardi. O dell'umoriosmo cinofilo...
Con questa ignobile prima pagina i "giornalisti" de "il manifesto" hanno accolto l'elezione a Pontefice del Cardinale Joseph Ratzinger. Quanto rimpiangiamo ogni centesimo di euro pagato per quella CAGNA (nel senso di cane fenmmina) della Sgrena... Quanto poco avremmo invece speso per sopprimere tutti quei BASTARDI (o, più politically correct, "meticci") de "il manifesto"... O semplicemente per sterelizzarli perchè tali BASTARDI ("meticci") de "il manifesto" non inquinino più la purezza della razza... posted by Masterofpuppets |
11:15 | commenti (15)
martedì, 19 aprile 2005 Habemus Papam!
Nvntio vobis gavdium magnvm:
habemvs Papam! Dominvm Benedictvm XVI. Deo Gratias! ''Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II i signori cardinali hanno eletto me un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore'' CITTA' DEL VATICANO (ANSA) - Il Conclave ha scelto il Cardinale Joseph Ratzinger quale nuovo Pontefice. Ha preso il nome di Benedetto XVI. Il nuovo papa e' stato eletto al quarto scrutinio e dopo un giorno e mezzo di conclave. Una durata cosi' breve, 36 ore, si ebbe soltanto con Pio XII al quale nel 1939 occorsero tre scrutini per essere eletto.
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18:53 | commenti (2)
lunedì, 18 aprile 2005 Monumento al trash metal.
Pur considerando gli Slayer una colonna portante del trash metal e della musica estrema, per qualche arcano motivo non avevo ancora acquistato "Sountrack to the Apocalypse", il monumentale cofanetto edito nel 2003 in occasione del primo Ventennio (!) di attività del gruppo. Poi venerdì ho posto rimedio...
E ho fatto bene a rimediare! Non è il solito cofanetto antologico, una raccolta di vent'anni di successi. A parte qualche brano tratto dagli album che vanno da "Reign in Blood" a "God Hate Us All" (doveroso), la parte del leone è fatta dagli inediti (un intero cd fra live, outtakes etc.) e dalle rarità (fra cui una collaborazione con Ice-T e diversi brani inclusi in versioni giapponesi degli ultimi cd o in colonnesonore). E poi un intero dvd di rari filmati, fra cui le riprese di un concerto del 1983...
Sugli Slayer cosa possiamo dire? Che sono passati più di vent'anni e che non li sentono proprio! Mentre molti gruppi heavy coevi hanno ammorbidito i suoni, hanno cercato altre strade (intendiamoci: non è un peccato!), hanno tagliato i capelli (anche Kerry King lo ha fatto... ma per potersi tatuare il cranio!!!), loro hanno sempre "tirato diritto"! E ogni nuovo album è sempre un nuovo delirio di potenza, la ricerca di riposizionare le colonne d'Ercole oltre i logori limiti musicali conosciuti.
E se non basta la musica estrema, sono i testi e la loro immagine anche a definire ulteriormente gli Slayer. I riferimenti nei testi e le simbolgie naziste e legate all'occulto si sprecano, fino a mix curiosi come quelle della canotta indossata da Kerry nella foto sopra. E il grandioso saluto ai fans nel libretto allegato non ha bisogno di commenti: SLAYTANIC WEHRMACHT ÜBER ALLES!
Ecco il contenuto. Buon ascolto! Disc 1 posted by Masterofpuppets |
13:03 | commenti (2)
mercoledì, 13 aprile 2005 Barbablù e il mondo nuovo.
"Il Foglio" di Ferrara pubblica oggi una lunga intervista a Oriana Fallaci che prende spunto dalla triste vicenda di Terry Schiavo, la donna statunitense morta di fame e di sete per volontà del marito dopo una lunga battaglia legale con i suoi genitori. Se non trovate il giornale in edicola forse più tardi l'intervista verrà pubblicata sul sito. Buon ragionamento! posted by Masterofpuppets |
11:15 | commenti (5)
lunedì, 04 aprile 2005 Arrivederci, ultimo dei Grandi.
Voglio ricordare il Santo Padre con questa immagine curiosa, che racchiude appieno lo spirito positivo e gioioso di questo Grande Uomo. In queste ore ci si affanna a commemorare, a ricordare, a usare il pensiero di quest'Uomo come bandiera per colmare il vuoto della propria assenza di idee e ideali. Chi per decenni ha beatamente ignorato il pensiero forte - molto forte - del Papa sui Valori, sulla Famiglia, sulla Vita e tutti i temi dell'umana esistenza che diventano sacri quando richiamano l'attenzione di riflessioni condotte da Uomini come Giovanni Paolo II, oggi corre idealmente a Lui, stracciandosi le vesti e piangendoLo come se fosse sempre stato al Suo fianco in tutti questi anni di battaglie. Di parole se ne useranno e, soprattutto, se ne sprecheranno molte in questi giorni. In segno di rispetto, mi limito soltanto a dire che Giovanni Paolo II è stato forse l'ultimo dei grandi Uomini, Coloro che, nel bene e nel male, con la propria forza di volontà sono in grado di mutare il corso degli eventi della Storia umana. I Suoi atti potranno essere giudicati liberamente dalle singole coscienze. Resta un fatto ineludibile: Lui ha cambiato le esistenze di tutti noi. Arrivederci, Santo Padre. La terra ti sia lieve; Tuo è il Regno dei Cieli. posted by Masterofpuppets |
10:01 | commenti (3)
venerdì, 01 aprile 2005 Usate la testa! Domenica e lunedì i cittadini italiani di 15 regioni si recheranno alle urne. Riporto di seguito un illuminante articolo di marcello Veneziani apparso ieri su Libero. Un utile vademecum per la Destra scontenta. Meditate gente, meditate... MANUALE DI VOTO PER LA DESTRA SCONTENTA QUALCUNO PUÒ ESSERE DELUSO A RAGIONE DI QUESTO GOVERNO. MA VOTARE PER LA MUSSOLINI NON SERVE A NESSUNO. SE NON ALLA SINISTRA Sono passati ormai sessant'anni ma l'Italia è ancora appesa a Mussolini. In suo nome potrebbe vincere la sinistra nel Lazio e così gettare le basi per riprendersi il governo, come capitò a parti rovesciate nel 2000. Non è la prima volta che il nome di Mussolini sia determinante per la repubblica antifascista. Accadde già al referendum sulla monarchia del 2 giugno 1946 quando, truffa o non truffa, fu proprio quel milione di voti fascisti repubblicani che venne a mancare alla monarchia, in parte perché ancora impedito a votare, in parte perchè preferirono la repubblica antifascista alla monarchia badogliana. La cosa si è ripetuta altre volte. Per esempio, nel '96, Prodi e l'Ulivo vinsero con l'appoggio determinante di Rauti che fece saltare più di una trentina di seggi al centro-destra così regalandoli al centro-sinistra. E avemmo Prodi e i comunisti al governo. Adesso sta accadendo la stessa cosa con la Mussolini, che animale televisivo, è brava nella politica (avan)spettacolo, è populista e in quanto femmina e combattiva, può dar fastidio a Storace e far vincere Mar razzo. Alessandra è sponsorizzata alla grande dalla sinistra, e non solo con la storia delle firme false. Ancora una volta è determinante nella repubblica democratica e antifascista, nata dalla Resistenza, il fattore Mussolini, anche se ora quel nome non evoca capi ma capezzoli. Ma proviamo a ragionare sulla destra scontenta. E' difficile che un vero uomo di destra possa essere davvero contento di quest'Italia; credo che l'elettorato di destra si divida tra chi si accontenta e chi no. Chi si accontenta lo fa perché ha capito che in politica non si sceglie mai il bene assoluto, nè si avversa il male assoluto; ma perché nel paragone, meglio che vincano questi anziché quelli. Perché hanno fatto meno danni, hanno fatto qualcosa in più e in meglio di chi li ha preceduti, hanno qualche volta, blandamente tutelato valori di destra; oppure perché il livore e la faziosità di quelli è davvero insopportabile e dunque ème - glio una destra ammezzata che una sinistra con la bava alla bocca. Provo a entrare nei panni dell'elettore di destra radicale e nostalgica. E' ovvio che non mi riconosco appieno in nessun partito del sistema bipolare. Ho tre strade a disposizione. La prima, comprensibile, di astenermi. La politica mi fa vomitare, mi disgustano entrambi i poli, non c'è dal mio punto di vista un male minore. La seconda, altrettanto legittima, è esprimere un voto impolitico di pura testimonianza, magari inefficace ma che almeno simbolicamente ha un senso: ma a questo punto piuttosto che votare la signora Floriani, femminista, radical, abortista, sinistreggiante, meglio il vecchio Rauti che politicamente non èeff icace e in video scompare rispetto a Benita Loren, ma perlomeno è un coerente galantuomo di buone letture e di radici veraci. Terza ipotesi, quella di votare il centro destra turandosi il naso, distinguendo tra la politica e la testimonianza, tra i Valori Ideali e l'amministrazione regionale. E così le mie idee le affido alla frequentazione di centri culturali e sociali, letture, incontri, fedeltà e testimonianze di vita; ma non pretendo di trovarne traccia in politica. Anzi, questo punto, preferisco chi laicamente chiede il mio voto per un generico richiamo alla destra, all'amor patrio e ad alcuni valori, piuttosto che chi fa simonia, traffico di immagini e valori a me sacri. Meglio tenerli fuori dalla campagna elettorale. Per dirla in una battuta, non si tratta di salvare il Partito da D'Annunzio ma di salvare D'Annunzio dal Partito; liberarlo dalla sua commercializzazione elettorale, riducendo la sua opera, le sue poesie e le sue imprese eroiche a spot per mandare una signora in consiglio regionale e Marrazzo alla presidenza. Resta invece senza risposta la domanda: ma quanto pesa il voto della destra scontenta? Non lo so, anche se per la Mussolini si deve considerare che pesca qualcosina anche altrove, nell'elettorato femminile che la vede cazzuta e simpaticona (il primo tratto deriva da Predappio, il secondo da Napoli). Insomma un voto nepotista, grandi nonni e vecchie zie. Infine, la questione politica. Giova ad An avere un partitino radicale e scontento alla sua destra che fa da collettore dei fascioirati? Ed èpossibile al centro- destra allearsi poi con un partitino del genere, riottoso e populista, bertinottide? Credo che An farebbe bene a tentare di inglobare al suo interno tutta la destra, eccetto gli schizzati e i malandrini. Se poi non vi riesce, fa bene ad acconsentire ad un accordo, come quello che Berlusconi voleva fare a Napoli con la Mussolini. Ora che i fascisti sono stati sdoganati dalla sinistra, vi dovrebbero esseremeno paure a stabilire accordi chiari e pratici. In fondo un sistema bipolare regge se include o esclude le due ali estreme. Se c'èBer tinotti con i suoi no global da una parte, ci può essere Rauti, la Mussolini e i camerati dall'altra. Magari non in casa ma in giardino; ovvero non al governo o dentro la coalizione, ma a fianco, a tempo e luogo determinati, così salvando la coerenza di entrambi. Ma ora che si fa? Caro camerata scontento, ti ho prospettato tre soluzioni; se scegli la quarta, quella della Mussolini, sappi almeno che hai dato una mano a portare Marrazzo, Prodi e Fassino al governo solo perché Storace (o Fini) ti sta antipatico. Se sei consapevole di questo, auguri. Saluto Romano (valevole per il Duce e per Prodi). posted by Masterofpuppets |
09:59 | commenti (4)
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