| "Le radici profonde non gelano" |
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venerdì, 10 febbraio 2006 10 Febbraio, una data da non dimenticare.
Il 10 febbraio 1947 venne firmato dall’Italia il Trattato di pace che sancì il definitivo distacco delle Terre di Istria, Fiume e Dalmazia e di buona parte della Venezia Giulia dalla Madrepatria. Soltanto oggi possiamo finalmente ricordare insieme quel giorno tragico della Storia patria, che per 350.00 italiani ha significato l’abbandono della terra natia, della propria casa, dei propri averi e, in alcuni casi, dei propri cari. Ma il 10 febbraio è una data che serve anche a ricordare l’estremo sacrificio delle migliaia di nostri connazionali che persero la vita nei giorni successivi all’8 settembre 1943 e a partire dal maggio 1945. Fucilati, seviziati, affogati in mare, gettati nelle foibe, linciati, impiccati… non sapremo forse mai quanti italiani scomparvero in quei tristi giorni per mano delle degli slavocomunisti di Tito. Non sapremo mai chi si macchiò le mani del sangue di quegli innocenti, perché per decenni i responsabili sono stati coperti dall’omertà sia iugoslava che italiana.
Quest’anno ricorre inoltre anche il 30° anniversario della stipula del trattato di Osimo con cui l’Italia ha definitivamente rinunciato alla sovranità sulla cosiddetta Zona B in favore del regime comunista di Belgrado. Regalando l’ultimo lembo di quelle Terre a Tito, il Governo italiano ha così posto una lapide su secoli di storia di presenza italiana sulla sponda orientale dell’Adriatico, da Roma alla Serenissima Repubblica di Venezia, dai patrioti delle gurre irredentiste all’impresa di Fiume dei Legionari, dalla Reggenza del Quarnaro di Gabriele d’Annunzio fino al tragico epilogo della Seconda Guerra Mondiale. Noi vogliamo ricordare…
Dopo anni di silenzi, di occultamenti, di menzogne vogliamo onorare la memoria e il coraggio quei nostri connazionali che, pur avendo perso tutto, pur essendo stati bollati come “fascisti” e “reazionari” dagli stessi comunisti italiani per aver abbandonato la Iugoslavia di Tito, hanno saputo tenere accesa la fiaccola del ricordo della loro tragedia, del loro esodo dimenticato. Vogliamo ricordare chi ha sacrificato la propria vita per non rinunciare alla propria italianità, all’italianità delle Terre dell’Istria, di Fiume, della Venezia Giulia e della Dalmazia. E che è stato ucciso una seconda volta dalla complice omertà dei propri connazionali negli anni successivi e dalla colpevole malafede di chi – ancor oggi – nega l’evidenza di questo tragico genocidio e le responsabilità politico-ideologiche di chi lo ha voluto, ideato, attuato, favorito e taciuto. posted by Masterofpuppets |
11:50 | commenti (8)
domenica, 05 febbraio 2006 Saluto Romano.
Romano Mussolini Cartena di Forli' 1927 - Roma 2006 Pianista jazz di fama mondiale, Artista, Persona semplice e squisita. posted by Masterofpuppets |
11:39 | commenti (4)
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