Ciao, Camerata!
La terra ti sia lieve, Igor, camerata, fratello. Tante volte abbiamo discusso, quante volte poi abbiamo sancito un armistizio momentaneo di fronte ad una bionda birra? Per poi iniziare di nuovo a sostenere con più vigore le proprie idee. Io non accettavo le tue e tu le mie. Ma io ti capivo come tu capivi me. E poi un'altra bionda e un altro scontro...
Martedì saremmo dovuti andare su a Stremiz. I Tricolori che garriscono al vento, la nostra Fede, il nostro Onore che si chiama Fedeltà. L'Orgoglio di un'appartenenza che mai la menzogna potrà distruggere. So che tu ci sarai comunque, e sempre sarai con Noi. Ma che pena non vederti lì...
E poi a luglio il concerto degli Slayer all'Heineken... Come quella volta a Padova a vedere i Metallca... Ma non sarai lì a pogare con me...
Ora in quella lontana Isola Verde ti immagino correre felice sulla tua adorata moto. E mi manchi già, camerata... Perché? Perché??

LA TERRA DI THULE
Portavi al collo quel talismano d'oro
avuto dal saggio un lontano mattino
quando eri ancora tra boschi di querce
soltanto un guerriero bambino,
soltanto un guerriero bambino.
Ricordi tuo padre cacciare con l’arco
il primo cervo, un premio già ambito,
pescare nei fiordi e poi nel torrente
salvare quell’orso ferito,
salvare quell’orso ferito.
La casa al ritorno era calda e pulita,
tua madre una donna di bianco vestita,
le sue trecce d’oro amavi baciare,
per sempre sentirla cantare,
per sempre sentirla cantare.
Finiti son poi quegli anni più dolci
in cui ogni cosa ti sembrava pura,
adesso sei uomo e devi andare,
la spada e l’ascia dovrai tu portare.
Il grande lago hai poi attraversato,
il vecchio saggio ancora incontrato
e lui t'ha detto con voce velata
"Fai presto, la guerra è già cominciata".
In una pianura dal sole baciata
la gente del Nord è tutta schierata,
biondi guerrieri con elmi d’argento
il cerchio e la croce garriscono al vento.
Adesso che il sangue tu hai conosciuto,
adesso che il fuoco tu hai attraversato
la pace sul campo di nuovo è tornata,
la luna ti bacia la gola squarciata.
Osservi per poco il tuo corpo stupito
poi voci imperiose ti chiamano in coro,
è tempo di andare ti cambi il vestito,
ti copri di bianco e di foglie d’oro.
La nave ti porta di là dal mare,
l’isola verde ti sembra aspettare,
adesso lo sai che tu per sempre
il cervo e la lontra potrai qui cacciare.
Adesso lo sai che tu per sempre
il cervo e la lontra potrai qui cacciare.