"Le radici profonde non gelano"


lunedì, 30 luglio 2007
 

Al Sunsplash droga libera.

E la Regione paga...

Riporto di seguito un interessante articolo apparso su "Friuli News". La cosa più incredibile è che grazie all'Assessore alla "Cultura" del Friuli Venezia Giulia - Antonaz, comunista - la Giunta Illy ha foraggiato la manifestazione spendendo ben 270.000,00 euro in due anni!!! Quando finirà questa vergogna?

Il "narco fest" messo in discussione dalla Procura di Tolmezzo: "occorre ridiscuterlo" Ecco com’è cambiato lo spaccio. I risultati dell’arma

Non sarebbe male rimettere in discussione il Rototom. In che senso? Chiuderlo? Ridurne i giorni? “Sicuramente bisognerebbe pensare a limitarne la durata”, parola del procuratore-capo di Tolmezzo, Enrico Cavalieri che, durante la conferenza stampa nel comando provinciale dei Carabinieri di Udine, ha lanciato sul tavolo una serie di dubbi sulle modalità con cui avviene il Sunsplash. Fuori di metafora, pur senza alcuna volontà di criminalizzare la manifestazione, il procuratore e il capitano della compagnia di Tolmezzo, Mauro Bonometti, hanno chiaramente ‘suggerito’ ai politici e alle istituzioni un ripensamento. Necessario.

E questo nonostante nessun comitato abbia preso contatti con i militari di Tolmezzo o con la Procura. Chi è riuscito a mettere i piedi dentro i maxi campeggi di Osoppo, del resto, si è ben accorto che la presunta festa in realtà si trasforma in una lunga dieci giorni di sniffate&allucinazioni psico-fisiche. Sarebbe probabilmente il caso, etico e morale, di dare una regolata a questa deregulation totale. E arriviamo alla mappa dello spaccio che ha mutato fisionomia proprio quest’anno, ricalcando le mode di assunzione che vigono fuori dal Rototom. Il mercato è in mano ai senegalesi che vendono di tutto, dall’hashish alla marja, dall’ecstasy ai francobolli di Lsd fino alla coca: senegalesi provenienti per la quasi totalità dalla Lombardia, qualcun altro dalla Toscana e dalla Puglia. Quasi tutti clandestini (per il 90 per cento), tutti -,a parte uno nei confronti del quale il gip ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere - rimessi in libertà dallo stesso gip. Qualche arresto in più rispetto all’edizione 2006: finiti dietro le sbarre 52 persone – il che significa che sono stati accertati 52 episodi di spaccio - tutte straniere eccetto cinque italiani (nessun friulano, a parte cinque segnalati per assunzione di droghe). Non ha girato eroina. Neanche un grammo. In compenso un fiume di marja, di coca, di ecstasy: complessivamente, fra tutte le voci della sballo, la merce sequestrata ammonta a un valore commerciale di oltre 13 mila euro: quasi un chilo di maijuana, 664 grammi di hashish, 188 grammi di coca, 20 grammi di oppio (spagnolo), 226 di francobolli Lsd. I prezzi? Ottanta euro a grammo per la coca, 10-15 euro per l’hashish, 15-20 euro per lo speed (con anfetamine); 25-30 euro una pastiglia di ecstasy. Dunque, il mercato è stato monopolizzato dai senegalesi tuttofare, poi si vedevano a zonzo, con la roba da piazzare, qualche arabo, qualcuno dalla Sierra Leone, qualcun altro dalla Costa d’Avorio (i marocchini, invece, per la prima volta, non si sono fatti vedere molto in giro, eppure fino all’anno scorso erano loro a tenere le redini del fruttuoso mercato). L’attività dei militari dell’Arma non è stata semplice, anche perché le organizzazioni dedite allo spaccio si erano preparate ad affrontare chi lotta per la legalità. Come? Con la mutua assistenza, come spiega il capitano Bonometti. Quando qualcuno dei loro veniva ‘preso’ dalle forze dell’ordine o ‘avvicinato’ dalle divise – una ventina gli uomini impiegati divisi in squadre fuori e dentro il parco - , ecco che partivano i messaggi di auto-mutuo-aiuto. In pratica, la rete di assistenza, chiamiamola così, serviva per far scappare il compare in difficoltà. Mai prima d’ora, come ha notato il capitano, ci si era trovavi dinanzi a un’attività ramificata e soprattutto pronta a rispondere ai controlli e alle retate delle forze dell’ordine. Inevitabile: “Quest’anno qualche tensione in più è stata registrata: il festival è diventato un festival dove si spaccia droga alla grande....”, ha scandito il capitano che si è riferito ai dati presentati con queste parole: “Cifre e fenomeni allarmanti”. Accanto al capitolo delle sostanze stupefacenti, c’è quello del giro di banconote false: 1.500 falsificate, 20 – 50 -100 euro. Anche i furti hanno fatto la loro parte: cibo, soldi, droga.
 Resterebbe da chiedersi i motivi per cui resta in piedi il Rototom e quali interessi, in realtà, smuova. Noi che dentro ci siamo andati, accompagnati da un buon contatto, non abbiamo visto alta cultura, non abbiamo sentito alta musica, ma soltanto un maxi spaccio a cielo aperto (e a tende chiuse) (I. G.)

posted by Masterofpuppets | 18:04 | commenti (13)